Tempoperso filosofia

Nulla meglio di una citazione in particolare può riassumere il pensiero di Tempoperso. E’ tratta da “L’uomo e la natura: ossia la superficie terrestre modificata per opera dell’uomo”, la traduzione dell’ottocentesco libro “Man and nature” di George Perkins Marsh. E’ il caposaldo assoluto del pensiero ecologico profondo. In questo (sostanzioso) libro c’è una piccola parte del testo che è rimasta impressa nella mia testa e tuttora è la mia stella polare, una direzione da seguire, il mio riferimento assoluto del pensiero ecologico.

In natura niuna cosa è piccola.
E’ una massima legale, che la legge non si cura delle cose minime: de minimis non curat lex; ma nel vocabolario della natura, il piccolo e il grande non sono che termini comparativi; essa non conosce nulla di minimo o insignificante, e le sue leggi sono inflessibili tanto se si tratta di
un atomo, quanto di un continente o di un pianeta. Le operazioni umane […] agiscono quindi certamente nei modi loro assegnati, sebbene le nostre limitate facoltà siano ora, e forse saranno sempre, inette a calcolare le loro immediate, e molto meno le loro ultime conseguenze. Ma la nostra impotenza ad assegnare un valore definito a queste cause perturbatrici delle disposizioni naturali non è una ragione per ignorare l’esistenza di cosiffatte cause in qualunque considerazione generale dei rapporti fra l’uomo e la natura, e noi non abbiamo mai ragione quando asseriamo che una forza è insignificante perché non ne possiamo accertare la misura, o anche perché nessun effetto fisico può ora essere indicato come originato da essa […]”.

Se ti stai chiedendo come tradurre in pratica quanto riportato ti rispondo col motto di Tempoperso: “Ama, pensa, cammina!”