L’ABC del trekking

Escursione condivisa: consigli per il giusto approccio

Camminare nella natura fa bene. Il cervello gioisce perché si attivano i neuroni calmanti che vanno ad inibire quelli eccitati dalle preoccupazioni e dello stress. Il chiacchiericcio mentale scompare a braccetto col cortisolo, l’ormone dello stress e della depressione. Comincia la produzione chimica della felicità, un miscuglio di endorfina (la nostra morfina naturale), ossitocina (amore allo stato puro..) e serotonina (il buon umore). In questo stato di benessere la creatività che pensavate di aver lasciato sul divano davanti ad “Art attack” aumenta del 60%, infatti tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina. E se questo vi sembra poco, sappiate che si attivano 5-600 segmenti di DNA utili a curare e riparare il corpo.

Quanto avete appena letto è solamente un breve riassunto di quanto alcuni studi in questi ultimo anni hanno diffuso. E se qualcuno può avere qualche dubbio a riguardo, dovrebbe sapere che in Giappone il servizio sanitario riconosce e finanzia la pratica dello “shinrin-yoku”, che altro non è se non un paio d’ore passate a camminare nei boschi.

Se siamo in gruppo i benefici possono aumentare considerevolmente perché insieme ad altre persone abbiamo modo di dare un valore aggiunto all’esperienza confrontandoci, parlando, sentendoci più sicuri e magari stringendo nuove amicizie. Per alcuni può essere più semplice e per altri meno, ognuno ha il proprio carattere, ma come in ogni cosa l’importante è essere ben predisposti ad affrontare un’esperienza con persone inizialmente sconosciute… E’ una banalità, ma da questo dipende la maggior parte dell’esito della vostra camminata in condivisione. Per la parte restante concorrono sicuramente la guida, le caratteristiche del trekking e gli altri partecipanti. Chi non ha ancora mai provato un’uscita con guida ambientale può pensare a un tizio con un’ombrello alzato davanti a un gruppo di persone dotate di auricolari che parla per ore ma non è così. Le guide ambientali sono formate per proporre esperienze, non uscite didattiche. Si cammina, si chiacchiera, si scherza, ci si ferma per fare foto o per mangiare in un suggestivo posto panoramico. La conoscenza del luogo non avviene solo attraverso le informazioni date, ma assaporandone la vita come gli stessi abitanti, dalla degustazione del prodotto a km 0 al bagno assieme in un gelido torrente!

Sei pronto per questo tipo di esperienza? Allora che aspetti, contattaci!


Attrezzatura necessaria

L’attrezzatura necessaria è sempre indicata in ogni trekking. Se cercate nel blog di questo sito trovate un articolo sui “supermateriali-supersintetici per supereroi” che vengono venduti come materiale tecnico. A meno che non siate 007 o non dobbiate partecipare a trekking sull’Himalaya non solo vi dico che non sono necessari, ma vi dico che sono anche inquinanti, un non-sense umano tra i più clamorosi. Quindi per quanto riguarda i materiali vi invito a fare scelte consapevoli, non ne esistono a impatto zero (come sapete neanche il cotone lo è), ma si tratta di scegliere il meno peggio. Non credo che arrivare a fine escursione asciutti e completamente inodori sia più importante della salute dell’ambiente che abbiamo minuziosamente esplorato; basta semplicemente portarsi uno o più cambi in base alle proprie esigenze e avere cura di lavare tutto una volta a casa.

Fatta questa premessa, vorrei spendere due parole per quello che è il principale strumento dell’escursionista: lo scarpone. E’ necessario che abbia una buona suola scolpita e che non sia vecchio di anni perché, anche se inutilizzato, se è di bassa qualità tende a scollarsi. Mi è capitato ben 3 volte in una stagione (di cui 2 volte in quelle incantevoli quanto dure montagne delle Apuane) di accompagnare persone alle macchine con scarpe avvolte nello scotch… Altrettanto pericoloso può rivelarsi l’esatto contrario, cioè indossare per la prima volta scarpe nuove all’escursione, perché potreste finire il trekking camminando sulle mani dai dolori!

Per quanto riguarda il resto del vestiario sono sempre consigliati pantaloni e calze lunghi, e in generale abbigliamento chiaro in maniera tale da rendere maggiormente visibili eventuali ospiti indesiderati come le zecche. Se l’idea di trovarvele addosso che girano per i vestiti in cerca di un posticino tranquillo in cui attaccarsi non vi entusiasma, portatevi dietro un repellente per zecche (possibilmente naturale) e una spazzola da scarpe (pulita) da passarvi sopra gli indumenti, soprattutto dopo i passaggi tra erba e cespugli alti; il risultato è quasi garantito!

Per concludere restando in tema ecologico è sempre consigliato portarsi dietro un sacchetto, possibilmente in materiale naturale, in cui riporre i propri rifiuti (magari anche quelli lasciati qua e là da qualche disattento). Cercate di non utilizzare bottiglie di plastica ma borracce: anche se in molti casi troveremo acqua fresca alla partenza è sempre buona norma riempirle a casa per evitare spiacevoli situazioni in caso di fontane asciutte o bar chiusi.


Assicurazione

Tutte le guide devono stipulare per legge una polizza RC verso terzi. Esiste anche un’assicurazione opzionale che ogni guida può decidere di aggiungere o meno come servizio ai propri partecipanti. Costa 1€, per averla dovete comunicarmi nome, cognome e codice fiscale almeno 3 giorni prima dell’escursione (vedi le FAQ).

A questo link potete vedere l’intera polizza:

http://www.agae.it/documenti/Infortuni_accompagnati_2019.pdf


Stato di salute

Per legge non è richiesto alcun certificato di buona salute per partecipare a un trekking, ma al di là di ciò che è previsto o meno l’invito è sempre quello di fare periodicamente gli adeguati controlli per verificare il proprio stato di salute.

All’atto dell’iscrizione si dichiara di essere in buone condizioni fisiche, consapevoli che tale esperienza comporta uno sforzo intenso e prolungato, esonerando l’Organizzazione da qualsiasi responsabilità. La partecipazione agli eventi è sotto l’esclusiva responsabilità di ogni singolo partecipante.


Difficoltà del trekking

La difficoltà che ognuno di noi percepisce è diversa da persona a persona, in base al proprio allenamento e all’abitudine a camminare in ambienti montani. Per questo motivo vengono sempre riportati dei parametri oggettivi, lunghezza e dislivello positivo (cioè il dislivello in salita totale del percorso), secondo i quali ognuno può confrontarsi in base alle propria esperienza.

Oltre a questi dati si assegna una lettera o un numero o un disegno che tiene conto di altri parametri: dal tipo di sentiero, dal fondo regolare a quello più sconnesso, all’esposizione al vuoto, alla scivolosità.

Per semplicità e comprensione in questo sito si utilizzano le difficoltà del CAI, anche se con un’ulteriore suddivisione:

T= Turistico, fondo regolare, sentieri larghi ben mantenuti, strade forestali, nessuna esposizione al vuoto, adatto anche agli amanti del divano .

E = Facile, per la maggior parte dei camminatori non abituali, siamo già su sentieri con qualche piccola difficoltà o esposizione, è necessario fare attenzione a dove si mettono i piedi in alcuni punti ma mediamente è un percorso facile

E+ = Medio, per gente che ama camminare e che già ha maturato un piccolo bagaglio di sicurezza e di esperienza, sentieri esposti anche per tratti lunghi, possibile fondo sconnesso o scivoloso

EE= Difficile, per escursionisti intrepidi, necessaria assenza di vertigini e piede sicuro

Ricordatevi sempre che seppur facile un trekking è sempre ben diverso dalla camminata al parco urbano piuttosto che sul lungomare!

Pagamento

Si accettano i seguenti tipi di pagamento:

  • in contanti, alla partenza dell’escursione;
  • pagamento anticipato con Paypal;
  • baratto* (opzione a numero variabile in base al tipo di escursione; nel form dell’iscrizione fatemi una proposta e sarò lieto di accontentarvi! Nel caso vogliate usufruire dell’assicurazione aggiuntiva la quota di 1€ deve essere pagata a parte).